Non siamo nostalgici, perché sappiamo che le cose iniziano, e poi finiscono. Ma non nel senso che finiscono, nel senso che è una lunga linea continua che va… Fino a dove deve arrivare.

Un po’ come andare in bicicletta, no? Noi sopra un sellino, che andiamo fino a dove il nostro orizzonte è stato disegnato. 

Ma poi ritorniamo su quella bici e continuiamo. 

Il BAM! È questo. E’ un evento che si svolge tre giorni l’anno. Qualcuno passa e se ne va, qualcuno resta e continua con noi. 

Qualcun altro invece mette in pausa la sua vita e aspetta solo il bam (scherziamo, ovvio.)

Abbiamo capito che il meteo è dalla nostra parte ad anni alterni, quest’anno, ad esempio, ha piovuto. Questo ci fa ben sperare per l’anno prossimo. 

Ma la cosa bella è che se per molti il tempo da il senso a questo evento, per altri invece abbiamo capito che davvero non è importante. Perché ovunque ci si ritrovi, purché ci si ritrovi, il cielo è sempre lo stesso. 

Ecco, questo è stato il nostro bam. Lo stesso cielo sotto cui condividere quei tre giorni più belli dell’anno. E non lo diciamo perché è l’evento di bici che ci emoziona di più (certo, è il nostro, ci mancherebbe). Ma lo diciamo perché aspettare il bam è come aspettare un amico che torna a casa dopo tanti anni. E’ come aspettare l’amore della nostra vita. E’ come girare il mondo e avere radici ovunque. 

Tutti aspettano qualcosa, no? 

Noi aspettiamo voi ogni anno, perché lo sapete bene che siete voi quello ha reso il bam la Woodstock della bicicletta.

Ecco, non siamo nostalgici, però volevamo farvi sapere, ancora una volta, che il nostro grazie è per voi. E se continuiamo a fare tutto quello che facciamo sotto la pioggia, col vento contro, e lo sterrato sotto i piedi, è perché ci siete voi che ci incoraggiate.

Ci vediamo al BAM! 2020. 

E nel frattempo diteci… Voi cosa aspettate?