Non voglio cambiare pianeta è il titolo del docutrip in 15+1 puntate realizzato da Lorenzo Jovanotti e in onda dal 24 aprile su RayPlay. 

È un verso del poeta cileno Pablo Neruda a farci entrare in questo viaggio in bicicletta in solitaria, da Santiago del Cile a Buenos Aires, attraverso deserti, coste oceaniche, parchi nazionali, le Ande, le pampas, i villaggi sperduti e la grande città.

Dopo i bagni di folla dei Jova Beach Party c’era bisogno di un po’ di solitudine, e così, a gennaio, Lorenzo ha preso due borse da bikepacking, una tenda, tante banane (la benzina di chi pedala), è montato il sella alla sua bicicletta ed è partito. Ha pedalato da solo per 40 giorni in uno degli angoli più belli del Pianeta.

“È un pianeta spettacolare il nostro” – spiega Jova – “È bello, è tragico, è magico, è diverso, è vecchio e appena nato sorprendente, imprevedibile. Mi piace, lui non va cambiato. Sta a noi cambiare, senza retorica e senza ideologia, per poterlo vivere senza essere noi il problema. Non voglio cambiare pianeta, perché ci sto bene. Perché è la nostra casa, e mai come in questo momento che siamo costretti a vivere nelle nostre case, stiamo prendendo consapevolezza del valore della cura, del benessere, della qualità della vita”

E’ partito per prendere le distanze da tutti, è tornato che doveva stare distante da tutti.

“Rispetto a gennaio e a febbraio il mondo è stravolto, è cambiato. Sono passati solo 4000 km, ma sembra tutta un’altra storia. Ecco perché ho voluto condividere ora con il pubblico questa esperienza: perché è un vero trip, un viaggio con il corpo ma anche con la testa, perché c’è la fatica del giorno per giorno, ci sono le vette apparentemente irraggiungibili, ci sono strade senza fine ma che si possono affrontare, una pedalata alla volta, per arrivare ovunque”.

Con una telecamera pesante come mezza mela, Jovanotti ha registrato luoghi, silenzi, gioie e fatiche. E poi la musica delle due ruote. Mentre quella che suona costantemente nella testa è stata poi tradotta, una volta a casa, in una colonna sonora originale registrata con la chitarra in studio, con testi inediti e grandi classici reinterpretati con un tocco di Sudamerica. 

“Mi sono preso la libertà di dare musica alle immagini, senza regole, senza troppi pensieri. Lasciando spazio agli errori, alle imperfezioni, all’energia del momento. La musica e la bicicletta sono così simili: più ci sei dentro e più ti vedi da fuori, più ti concentri e più la testa prende direzioni inattese”.

Musica e parole.

“La poesia è la mia grande amica di questi giorni di lockdown, e ogni puntata abbiamo deciso di chiuderla con una poesia letta al cellulare, ognuna scelta in modo istintivo, seguendo la logica del viaggio disorganizzato”.

Tutti abbiamo bisogno di sognare, di guardare oltre l’orizzonte. Oggi più che mai. 

Non voglio cambiare pianeta spero possa diventare una pedalata di evasione, un tempo di sogno in questo tempo sospeso, uno sguardo verso il futuro, un abbraccio collettivo, a chi amiamo e al nostro pianeta”.

In attesa di rivederci al BAM, ritroviamoci insieme: dal 24 aprile, su RayPlay. 

Alza il volume e ascolta questo silenzio, una strada dopo l’altra, un orizzonte unico, infinito. E’ l’essenza del…

Posted by BAM Bicycle Adventure Meeting on Thursday, April 23, 2020