Beatrice Filippini è un infermiera di terapia intensiva. A 27 anni, mentre lavorava a Londra, ha deciso licenziarsi per inseguire un sogno: pedalare in Sud America.

In 10 mesi ha percorso in solitaria 11.500 km. Partendo dalla punta più a nord della Colombia è arrivata fin dove la strada più australe del mondo si interrompe (Puerto Williams, Cile).
Il tutto con la bici che l’accompagnava dai tempi dell’università: una pieghevole rossa 3 marce.
Dopo pochi giorni, è stata derubata dello zaino. Ripartendo con un bagaglio minimalista, ha proseguito attraversato le Ande (fino a 5.000m), Amazzonia, deserti di sabbia e sale, Patagonia e Terra del Fuoco.
Da metà percorso ha cercato di ridurre il suo impatto ambientale quasi a 0. Ha infatti mangiato prodotti di scarto dei negozi e supermercati e dormendo con la tenda. Ha supportato i pochi costi del viaggio cucinando e vendendo empanadas nelle piazze dove si fermava.


In occasione dell’uscita il 28 maggio del suo libro “Pedalande”, noi di BAM le abbiamo fatto qualche domanda.


Beatrice, com’è nata questa folle idea?

Nel 2017 lavoravo come infermiera a Londra. Avevo appena concluso un anno bello pieno, in cui ho lavorato e studiato.
In cerca di un ritmo di vita piu’ tranquillo, alla ricerca di un rapporto più profondo con la natura, con gli altri e me stessa, ho scelto di partire.
Ho quindi lasciato il lavoro e sono partita. Attirata dalle bellezze naturali del Sud America, dalla possibilità di poter comunicare con le persone facilmente…
E cosi’ e’ stato.


Come mai la bicicletta?
La bici e’ stata una scelta naturale. Volevo andare piano, avere un contatto continuo con posti che avrei attraversato. E volevo anche avere un minor impatto ambientale possibile.
Andare a piedi, sarebbe stato troppo lento..cosi la scelta delle due ruote mi e’ sembrata la migliore.
Per abbassare ulteriormente l’impatto ambientale del viaggio da quando sono entrata in Cile ho mangiato recuperando il cibo prima che venisse buttato, da supermercati, fruttivendoli e panetterie.
Un viaggio immenso. Che cosa ti è rimasto nel cuore?
Tra i tantissimi posti fantastici attraversati forse, la foresta amazzonica riempie ancora oggi i miei occhi. Questa distesa illimitata di alberi, il canto continuo degli insetti e uccelli…i serpenti che mi hanno attraversato la strada…L’Amazonia e’ un posto unico!


Che rapporto hai con la solitudine?
Ho viaggiato quasi sempre sola, ma non lo sono mai stata sul serio.
Chi ha già viaggiato sa cosa intendo. L’ospitalità delle persone e’ stata veramente incredibile. Le persone locali mi hanno supportata come una sorella, figlia e amica…
Incitandomi, offrendomi qualcosa da mangiare e un posto per dormire.


Un consiglio per noi?
Se dovessi dare dei consigli, a cicliste e ciclisti in partenza…
Partite, appena sicuro!
Ascoltate sempre il vostro intuito..lasciando spazio agli imprevisti.


PedalAnde, il racconto di questo viaggio sarà disponibile dal 28 Maggio in tutte le librerie online e non in formato cartaceo e eBook.
https://www.amazon.it/Pedalande-Beatrice-Filippini/dp/8862407688
Parte dei proventi delle vendite dei libri, saranno devoluti all’Associazione “La Gomena ODV” (http://www.lagomenaonlus.it)